Di giancarlo De Cataldo autore di Romanzo Criminale.
La tecnica di scrittura si basa sullo sdoppiamento della voce narrante (evidenziato anche dall’utilizzo di un diverso carattere tipografico): nella prima il narratore è esterno alla vicenda e racconta al passato la storia delle indagini, le relazioni lavorative e sentimentali che si sviluppano tra i personaggi e le analisi psicologiche svolte dal protagonista, utilizzando un discorso indiretto. Nella seconda invece, scritta in corsivo, troviamo un racconto in prima persona del serial killer, in contemporanea agli eventi: ne esce una descrizione precisa della personalità dell’assassino, della sua convinzione sulla “legge dei padri”, sul “giusto ritmo”, che lo guidano nel compimento della sua missione.
La storia si sviluppa in un’insolita Rimini invernale, dove il commissario Matteo Colonna viene inviato da Milano per partecipare alle indagini relative all’omicidio di Francesca Maltese, ragazza ricca e molto conosciuta; al protagonista, formatosi come investigatore nell’accademia dell’FBI di Quantico, basterà notare pochi particolari per capire che la mano che ha ucciso la ragazza ha già fatto altre vittime in passato: la morte inflitta con sofferenza, la colonna sonora, la mancanza di violenza sessuale e i bastoncini d’incenso accesi a fianco al cadavere (che affibbieranno all’assassino il soprannome di figlio dei fiori), porteranno Colonna a risalire ad una serie di omicidi iniziati negli anni 70; bisognerà, ovviamente, aspettare la fine del libro però per capire cosa li accomuna tutti.
L’indagine sarà caratterizzata oltre che dai colpi di scena che il killer sarà capace di giocare alla polizia, anche dagli “scheletri nascosti nell’armadio” del commissario: ostinato e solitario, poco portato al gioco di squadra e per questo da subito in contrasto con il vicequestore Prosperi, Matteo è nativo di Rimini, non ha mai conosciuto suo padre ed è cresciuto in un orfanotrofio di Milano per la prematura scomparsa della madre. La trasferta romagnola si presenta così come l’occasione per affrontare i fantasmi del passato e per conoscere finalmente suo padre: un certo Davide Zanetti, infatti, vedendolo in TV, si presenterà nella sua vita cercando il perdono per il prematuro abbandono e per recuperare il rapporto padre-figlio. E proprio i sentimenti e i principi alla base di questo nuovo rapporto che coinvolgerà l’ispettore, guidano il killer: la legge dei padri, di quei padri che sanno amare, punire e tradire un figlio, ma che non possono perdonargli mai un tradimento. Anche in questo caso il romanzo si sdoppia, tra la ricerca dell’assassino e quella del padre, tra la ricerca della verità sui delitti e quella sul passato del protagonista.
Un giallo fantastico ricco di colpi di scena e suspance..lo scrittore riesce tracciare la psicologia dei personaggi e gli intrecci con grande fluidità e descrive molto attentamente le scene del crimine..e tt in sole 185 pagine!!!Un vero genio!!
